GIALLOMODENA

GIALLOMODENA
AA.VV.

L'inacessibile diventa accessibile
Prezzo 14,00 Descrizione

La terra è rotonda e ruota intorno alla Ghirlandina. O meglio, ogni modenese, anche quelli che negheranno sempre, fino all’evidenza, è legato alla Pioppa e per quanto si possa allontanare, fino all’altro capo del mondo, quel legame continuerà ad esercitare la sua tenace influenza. Quindi non importa se ti senti cittadino del mondo, non importa se parli le lingue e usi il pc, alla fine a quella Pioppa ti aggrappi nei momenti difficili, il dialetto torna di prepotenza e il salvaschermo sarà tuo malgrado tinto di giallo-blu. Questa raccolta di storie “GialloModena” è un po’ la rappresentazione di tale legame, ognuno di noi vive di qua e di là, abbiamo età e vite diverse, sono diverse le esperienze che ci hanno fatto maturare. Tutto diverso, tranne Modena, e per non farci mancare nulla abbiamo imbarcato anche un bolognese trapiantato a Latina, che non si dica che siamo campanilisti.

Racconti e Autori

Il ladro di vite - Simone Covili

Carnevale - Fabrizio Fangareggi

Chi ha ucciso il menagramo? - Manuela Fiorini

Morte di una studentessa - Luigi Guicciardi

La Farmacia dei Sani - Maurizio Malavolta

Un Natale troppo caldo - Angelo Martinelli

Delia - Giovanni Mistrulli

Occhi Viola - Fabio Mundadori

Circolo chiuso - Enrico Solmi

Primo capitolo

IL LADRO DI VITE
Simone Covili

– Buongiorno, Sono il geometra per la perizia.
– Le apro, terzo piano.
La serratura del portone scatta, entro nell’ascensore e premo il pulsante col numero tre.
Sul pianerottolo mi attende una donna dai bei lineamenti e dall’aria giovanile. Il viso, segnato da qualche ruga, ne tradisce l’età.
– Buongiorno” allunga la mano nella mia direzione.
– Buongiorno, Geometra De Santis – Mi presento prima di oltrepassare la soglia di casa.
– Sarà una cosa lunga? – Chiede la donna accendendosi una sigaretta.
– Una decina di minuti, devo scattare qualche foto e verificare che non vi siano difformità rispetto alla documentazione che mi ha consegnato la banca.
– Deve proprio farle lefoto?
– Si, è parte della prassi.
– Se lo avessi saputo avrei riordinato.
Sorrido. – Non si preoccupi, le case sono belle se vissute.
Ricambia il mio sorriso, ha denti bianchi e perfetti e labbra morbide di un rosso vistoso.
Mi accompagna facendomi fare il giro della casa. Per ogni porta che apre dischiude ai miei occhi una parte della sua intimità, rivelandomi un pezzo di sé, della sua famiglia, dei suoi ricordi.
L’appartamento è arredato con gusto: parquet in ogni stanza, mobilio minimale con qualche pezzo d’antiquariato. La casa rispecchia la donna che mi è davanti. Sulla scrivania una fotografia che la ritrae vis a vie con una ragazza, attrae la mia attenzione. Le due donne si assomigliano, sembra quasi che la signora stia guardando la sé stessa del passato, come se per uno strano caso del destino avessero potuto incontrarsi, avvertirsi. Entrambe sorridono, contente di rivedere in quello sguardo i sogni del passato e le gioie del futuro.
– Quella è mia figlia.
– Le assomiglia molto.
– Non sarebbe contenta di saperlo. Non la vedo da qualche anno.
– Mi spiace. Sembrate così felici in quella foto.
– Erano altri tempi. Vogliamo salire in mansarda?
– Certo – rispondo imbarazzato mentre l’immagine delle due donne continua a rimanermi impressa nella mente.
La mansarda è collegata all’appartamento da una scala in acciaio e legno. L’ambiente open space è illuminato da due ampi lucernari. Ammonticchiati in un angolo ci sono alcuni scatoloni, mentre su un tavolo sono impilati una decina di fascicoli.
– Questo era lo studio di mio marito. Purtroppo è venuto a mancare, è per questo che ho chiesto alla banca di mandare un perito – tira l’ultima boccata dalla sigaretta che poi spegne in un posacenere di cristallo posto sopra uno scatolone.
– Capisco, se scendiamo prendo un paio di misure – concludo a disagio.
Col laser misuro lunghezza e larghezza della stanza e segno i dati sulla planimetria.
– Ancora una cosa, la banca non mi ha fornito il rogito, non è che lo avrebbe a portata? È un documento essenziale e senza non posso procedere alla valutazione.
– Se ha tempo di aspettare devo tornare in mansarda e cercarlo. Se no può richiederlo alla banca. Io ho fornito tutto – sbuffa.
– Posso attendere, questo è l’ultimo sopralluogo della giornata. Se riuscisse a darmelo ora accelereremo i tempi. La banca a volte si perde in un bicchier d’acqua. – Sorrido e lei ricambia prima di darmi le spalle e salire in mansarda.
Devo fare in fretta. Le chiavi che ho adocchiato entrando sono ancora nel vuota tasche sul tavolino all’ingresso. Prendo dal cappotto la pasta da calco e vi premo sopra le tre chiavi del mazzo. Non appena mi rimetto in tasca il calco, la donna è di ritorno.
– Ecco il rogito.
– Bene – dico prendendo il documento. – Faccio qualche foto così le lascio l’originale.
Fotografato il documento, la saluto e scendo al piano terra, esco dal palazzo e prendo una bella boccata d’aria. Mi tocco la tasca per verificare che il calco si ancora lì. Mi volto a riguardare il palazzo a cui faccio una fotografia. Una donna mi osserva attraverso scuri occhiali da sole e quando i nostri sguardi si incrociano sale sulla sua Prius grigia.
Alzo il bavero del cappotto, l’aria è fredda. Salgo in macchina e torno in studio, domani sera verrò a prendermi quella foto.

(Continua)

Specifications

  • Anno pubblicazione::
    2016
  • ISBN:
    978-88-6810-308-8
  • Pagine:
    250
  • Formato:
    14x20
  • Editore: Damster edizioni

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