Linea Gotica

Linea Gotica
Massimiliano De Luca

Linea Gotica _______________________
Prezzo 14,00 Descrizione

ROMANZO VINCITORE DEL GARFAGNANA IN GIALLO 2018 PER IL MIGLIOR ROMANZO INEDITO

La quiete di un piccolo paese a ridosso della Linea Gotica è scossa dalla scoperta di quattro cadaveri risalenti alla guerra rinvenuti nel corso dei lavori di ristrutturazione di una casa colonica. Lo storico Giovanni Maier, invitato a recarsi sul posto per cercare di ricostruire la vicenda, si scontra dapprima con l’omertà di una popolazione ancora segnata dalle ferite del conflitto, poi viene coinvolto in una serie di omicidi la cui inaspettata soluzione si intreccia col mistero di quei quattro corpi senza nome che tutti avevano voluto dimenticare.
Un romanzo in cui passato e presente si mescolano senza soluzione di continuità, dove alla stringente razionalità che conduce alla soluzione dell’enigma si sovrappongono la fragilità e le emozioni di uomini e donne tratteggiati in tutto il loro spessore umano; e, su tutto, l’ombra di uno spaccato di memoria di un Paese che non ha ancora pienamente fatto i conti con la propria storia.

 

Primo capitolo

Prologo



Dell’antica imponenza della casa colonica era rimasto ben poco, un po’ per le condizioni del tetto e delle mura ma anche a causa della fitta vegetazione che aveva finito per opprimerla, laddove un tempo si aprivano l’aia e i campi circostanti.
La ruspa lavorava senza sosta sollevando gli ultimi tronchi di alberi seccati dal tempo e le sterpaglie che erano state tagliate dalla squadra dei boscaioli, ammucchiandole attorno a uno spiazzo dove bruciava alto il fuoco, pronte a divenire anch’esse cenere.
Un uomo in giacca e cravatta che indossava l’elmetto protettivo aveva dispiegato una grande carta sul cofano di un pick-up. Due collaboratori discutevano indicando con il dito alcuni particolari del disegno. Mostrava la colonica e i terreni adiacenti una volta terminato il lavoro; gli uomini annuivano.
La ruspa aveva appena finito di accumulare il materiale da bruciare abbassando la benna sino a terra e spingendolo verso gli operai addetti al fuoco. Il conducente fermò la macchina, scese e si diresse verso i tre che visionavano il progetto.
– Comincio a spostare anche le macerie?
L’uomo in giacca e cravatta rivolse meccanicamente lo sguardo verso il quadrante dell’orologio e annuì con un cenno della testa.
– Faccio venire il camion così puoi caricarle direttamente sul cassone.
Il ruspista accese una sigaretta, ma non ebbe il tempo di fumarne la metà che il camion era già in posizione, e con una imprecazione riprese il suo posto.
La colonica mostrava evidenti i segni del bombardamento che aveva subito negli ultimi anni di guerra. Il portico e la parete della facciata erano in larga parte crollati, e le macerie costituivano un blocco alto almeno tre metri e largo dieci. Gli ingegneri aspettavano che venisse liberato l’ingresso per capire quali muri dovessero essere abbattuti e quali ricostruiti; poi sarebbero passati a valutare la stabilità dei solai interni.
Il lavoro proseguì fino alle tredici; gli operai si ritirarono per il pranzo e ripresero attorno alle quattordici e trenta. Un paio di ore e mezza dopo, quello che rimaneva della facciata della casa era libero ed era finalmente possibile accedere all’interno.
L’uomo della ruspa spense il mezzo, emerse dalla nube di polvere che aveva sollevato e si accese un’altra sigaretta.
– Andiamo a vedere, ma facciamo attenzione – disse il capo cantiere rivolto ai suoi collaboratori.
I tre si avvicinarono con cautela.
I muri perimetrali, spessi oltre mezzo metro, erano in larga misura intatti, ad eccezione dell’area circostante il portone di ingresso. All’interno, anche la parete di fronte era in piedi; sulla destra, illuminata dalla luce che inondava la stanza attraverso il tetto sfondato, una porta di legno resisteva ancorata ai cardini. Sul pavimento, i resti delle travi portanti del tetto, tegole e parte del solaio impedivano il passaggio.
– Aiutateci a liberarci di questi calcinacci, e attenti che non salti fuori qualche vipera.
Con l’aiuto di alcuni operai, venne aperto un passaggio all’interno della stanza.
– Sono quasi le diciassette, è ora di staccare – provò a obiettare uno.
– Solo un momento: non sei curioso di vedere cosa c’è dall’altra parte?
L’altro accennò un sì con la testa, più per il fatto di non voler contrariare il suo superiore che per convinzione.
– E se è chiusa a chiave?
– Vediamo.
La porta dapprima non si mosse, poi spingendo più forte si aprì verso l’interno; anche qui il tetto era completamente crollato e la stanza era in piena luce.
– Mi pare ci sia poco da vedere: se l’interno è tutto così, facciamo prima a buttar giù tutto – commentò quello che aveva fretta di staccare dal lavoro.
– Aspetta! – lo interruppe il capo cantiere. – Cos’è quello?
Cercò un pezzo di legno per smuovere alcuni detriti da cui sporgeva qualcosa.
­– Guardate!
Ricoperto di polvere, all’interno di qualcosa che doveva essere stoffa consumata dal tempo, sporgeva da sotto una trave quello che una volta era stato il braccio di un uomo, le ossa della mano aperta verso l’alto, come in una disperata richiesta d’aiuto.

Specifications

  • Anno pubblicazione::
    2018
  • ISBN:
    9788868103699
  • Pagine:
    210
  • Formato:
    14x20
  • Editore: Damster edizioni

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