Morte del maschio Alfa e altri racconti

Morte del maschio Alfa e altri racconti
Gabriele Giardini

Morte del maschio Alfa e altri racconti _______________________
Prezzo 14,00 Descrizione

In natura, l’individuo Alfa è il capo del branco, che non ammette antagonisti ma solo subordinati, ed è su questo binario che Leandro Pergola ha impostato la propria esistenza, ignorando però che tale modus vivendi lo condurrà a una  fine tragica.
Il funzionario di polizia chiamato a indagare su quello che sembra un comune episodio criminoso si trova sempre più coinvolto in una serie di accadimenti concatenati fra loro, dove si susseguono vendette personali, verità tenute nascoste, poteri paralleli e complotti tesi a mettere a repentaglio la vita di centinaia di persone, il tutto sullo sfondo di una città livida e distante.
In omaggio ai canoni classici del filone noir e fantastico, nulla sembra corrispondere nella realtà a ciò che appare, ed è questo il filo conduttore che collega i racconti della raccolta: si va dall’innamorata respinta e vendicativa al morto che rivive senza comprenderne la ragione, da chi suggella patti rischiosi per salvarsi la vita al giornalista che indaga su omicidi particolarmente efferati, alla giovane donna che tronca la propria relazione affettiva senza immaginarne le conseguenze.
Situazioni improbabili, certo, ma che potrebbero irrompere improvvisamente nell’esistenza quotidiana di ciascuno di noi.

Primo capitolo

Una spessa e fastidiosa coltre di nebbia avvolgeva l’ampio spiazzo antistante l’edificio, in una fredda serata di fine autunno.
L’uomo attraversò il portone che dava accesso al cortile interno e si fermò tra i veicoli parcheggiati, respirando l’aria pungente, assorto nei propri pensieri. Figure indistinte sbucavano a intermittenza dalla caligine, illuminate a fatica dai lampioni, per poi perdersi subito dopo. Sembrava che tutto, attorno, fosse come sospeso, solidificato.
«Dottore...» Il commissario si volse verso il poliziotto in divisa che lo aveva raggiunto.
«Dottore, non ci sono segnalazioni, tutto tranquillo. Se non ha più bisogno io smonterei.»
Il commissario non rispose, limitandosi a rivolgere un breve cenno di assenso all’interlocutore, il quale si allontanò, infilandosi in una porta laterale. Emise un sospiro profondo, si strinse nel soprabito e s’incamminò verso il mondo esterno.
Un’altra maledetta giornata da lasciarsi alle spalle.

§§§§

Leandro Pergola si rimirò nello specchio, compiacendosi del proprio fisico asciutto e muscoloso. Si sentiva insoddisfatto, annoiato, nonostante non ci fosse una reale motivazione a giustificare un simile stato d’animo: si rammentò che doveva finire di preparare l’esame di procedura, una palla pazzesca, ma non poteva rimandarlo oltre, non aveva nessuna voglia di mettersi a discutere di questo con suo padre. Non che l’esito lo preoccupasse più di tanto: se si è figli dell’avvocato titolare del più noto e affermato studio legale della città, le prove scritte e orali di Giurisprudenza costituiscono una mera formalità. Nessun titolare di cattedra o assistente della Facoltà si sarebbe mai permesso di restituirgli il libretto senza un voto, preferibilmente alto, dentro.
Del resto, la laurea era l’unica condizione che il genitore gli aveva posto fin dai primi anni del liceo. La prospettiva di fare carriera all’interno dello studio paterno non lo attirava più di tanto, ma significava anche la graduale acquisizione di prestigio e potere, e questo costituiva per lui un traguardo irrinunciabile. Il desiderio di emergere e dominare lo aveva accompagnato sin da quando era bambino, abituato a frequentare scuole e ambienti esclusivi, certamente preclusi alla maggioranza dei suoi coetanei; non tollerava di essere impedito od ostacolato nei suoi propositi, non disdegnando di ricorrere anche allo scontro fisico pur di realizzare ciò che si prefiggeva. A tale scopo, a undici anni aveva convinto la madre a iscriverlo a un corso di arti marziali, e nel volgere di un paio d’anni aveva acquisito capacità tali da permettergli di confrontarsi senza timore con chiunque; non si riteneva un attaccabrighe, ma era cattivo, questo sì, e non esitava a usare le maniere forti per affermare la sua posizione di capobranco all’interno della sua cerchia di conoscenze, che si trattasse di studio, gioco o affetti.
La giovane donna, completamente nuda, entrò in bagno, distogliendolo dai suoi pensieri; le lasciò accarezzargli la schiena, poi la distolse da sé, infastidito, andando a recuperare i propri vestiti. Odette tirava di cocaina che era una delizia, e questo non gli piaceva, anche se doveva ammettere che da fatta la ragazza scopava in maniera impagabile: al di là di questo, la trovava insulsa, e comunque lui non faceva uso di droghe né se ne sentiva attratto.
«Vedo Ghigo fra un’ora – una voce impastata lo raggiunse – ci raggiungi per un aperitivo?»
Lui non rispose, non ne valeva la pena. Probabilmente la troia si sarebbe concessa un’ulteriore svago in serata, ma non gliene importava nulla, desiderava solo andarsene il prima possibile.
«Ci si vede» bofonchiò, e uscì.
Mentre si dirigeva verso casa, pensò a come trascorrere la serata; desiderava distrarsi, manuali e codici avrebbero atteso la mattinata successiva. Estrasse dalla tasca il cellulare e digitò un tasto della memoria.
«Ciao Amore, come stai?» una voce mielosa lo accolse dall’altra parte della comunicazione.
«Stasera vado all’Hyperion, ti va?» rispose lui, con tono impersonale.
«Certo che sì! A che ora passi?»
«Non riesco, ho delle cose da sbrigare, ti raggiungo lì. Un bacio.»
Leandro si rimise il telefono in tasca. Romina era carina, disponibile, probabilmente innamorata. Ma sapeva essere anche terribilmente appiccicosa, e ciò lo indisponeva; meglio vedersi all’interno del locale, meglio ancora se con altri comuni conoscenti. Se gli fosse poi tornata voglia di fare sesso, Romina non avrebbe certamente sollevato obiezioni. Lei o un’altra, non ci sarebbero certo stati problemi.
Premette l’acceleratore, scaricando a terra i cavalli del Maserati, e si diresse verso il vialone che portava a casa.

Specifications

  • Anno pubblicazione::
    2018
  • ISBN:
    978-88-6810-374-3
  • Pagine:
    250
  • Formato:
    14x20
  • Editore: Damster edizioni

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